Città del Vaticano, (askanews) - "Io penso almeno tre cose. La prima è di fare in modo che questo evento abbia le caratteristche soprattutto di un evento spirituale e religioso, quindi come tale l'organizzazione deve esserci ma non è il primo capitolo in assoluto, e questo è lo sforzo che deve fare anche la Chiesa, cercare di proporre dei temi, a partire dal tema della misericordia come ha detto il Papa stesso". Lo afferma il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del pontificio consiglio per la Cultura, nonché commissario vaticano per la Biennale di Venezia e l'Expo di Milano."In secondo luogo - prosegue il porporato - è fuor di dubbio che la città di Roma è chiamata, proprio perché è sempre stata il capo della cristianità e quindi tutte le volte che vede confluire popoli diversi e culture diverse deve manifestare la sua capacità di allargare le braccia. Non dimentichiamo mai che la cultura cristiana romana ha assunto forme diversissime dal punto di vista culturale nei secoli, pronte a recepire anche istanze che venivano dall'esterno, quindi l'ospitalità deve essere propria della città di Roma. Terzo, dal punto di vista più prettamente pratico, forse dato la tipologia dei pellegrini, che non sono propriamente turisti, bisognerà forse anche concepire un progetto per la visita della città stessa, come avviene di solito negli anni dei giubilei".