Milano, (askanews) - Sono tanti i segni di risveglio che sono visibili nella città di Milano, una metropoli che però deve prendere coscienza del proprio ruolo in Europa e assumersi le conseguenti responsabilità. Lo ha detto il cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano, in visita alla Casa Suraya che ospita un centinaio di migranti in fuga dalla guerra. "Milano è una metropoli. Senza fare odiosi confronti con altre città italiane, compresa la nostra capitale - ha detto Scola - certamente sono tanti i segni di risveglio della città. Non dobbiamo stare a pesare con il bilancino quanto Expo sia causa di questo. Certamente ha dei meriti e anche i suoi limiti, ma se come cittadini milanesi non prendiamo coscienza di questa nuova responsabilità che ce ne viene, per il Paese, per l'Europa e per il mondo, questi germi di novità bruceranno alla prima gelata".Secondo Scola questo "implica una grande azione di relazione fra i cittadini. Certo può cominciare dalla bellezza di ritrovarsi alla Darsena o dal passare la serata a Expo, ma bisogna avere anche il coraggio di andare sui contenuti, su cosa vuol dire essere cittadini europei oggi in questa nostra Milano. E capire che l'assunzione condivisa dei bisogni sia una strada necessaria per la fisionomia di questa cittadinanza". In conclusione Scola ha aggiunto: "Noi vediamo che un'epoca è finita, e adesso? Cosa sta arrivando non lo sappiamo. Dobbiamo costruirlo adagio adagio, passo per passo e luoghi come casa Suraya ci possono veramente aiutare".