Milano, (TMNews) - Tra il 2009 e il 2012 i detenuti in Italia sono passati da 64.791 a 66.685, quasi 1.900 in più nonostante il decreto "svuotacarceri". Il rapporto dell'associazione Antigone fa luce sulla situazione e segnala il sovraffollamento come uno dei problemi principali. Claudio Sarzotti, presidente dell'associazione Antigone. "Lo stato attuale di emergenza è il risultato di politiche criminali e penitenziarie degli ultimi 20 anni. Hanno giocato un ruolo fondamentale le politiche di panico morale e allarme sicurezza che hanno indotto a una maggiore severità".Nel corso degli anni, spiega Maria Pia Brunato, garante dei diritti dei detenuti del comune di Torino, sono cambiati anche i detenuti. "Si parla ormai da anni di detenzione sociale, le persone detenute arrivano sempre più da situazioni marginali della società".La soluzione non può essere la costruzione di nuovi penitenziari. "Occorre che ci sia un mutamento delle politiche criminali, un maggiore utilizzo delle misure alternative alla detenzione come sanzioni pecuniarie, messa alla prova, lavori socialmente utili".Se le politiche criminali non cambieranno, dice Antigone, ci saranno sempre più detenuti e il carcere diventerà "scuola del crimine".