Milano (TMNews) - Le carceri italiane come un lazzaretto: circa il 70% dei detenuti ha almeno una malattia, che in meta dei casi e' infettiva. In particolare l'epatite C nel 33% dei casi, la Tbc (nel 22% dei casi), l' Epatite B (più del 5%), e l'Hiv (in circa il 4% dei casi).E queste -purtroppo- sono solo stime: non esiste infatti un osservatorio ad hoc. E' quanto denuncia la Società italiana di medicina penitenziaria. E' molto probabile quindi che i dati siano sottostimati, anche perchè molti dei detenuti non sanno di avere una malattia.A trasformare le prigioni in lazzaretti sono: la ingestibile concentrazione di soggetti a rischio, come i tossicodipendenti che sono il 32% del totale, ma anche il sovraffollamento in sé.Il problema - va sottolineato - non riguarda solo il mondo carcerario: la prigione infatti, in queste condizioni può diventare una sorta di incubatrice di virus che poi circolano all'esterno, anche in virtù del fatto che migliaia di detenuti restano per meno di una settimana dietro le sbarre. Un tempo più che sufficiente per contrarre un contagio da portare poi fuori, in libertà.