Roma, (askanews) - La presidente della Camera Laura Boldrini ha ricevuto a Montecitorio una delegazione di donne braccianti nell'ambito della consegna del rapporto Flai-Cgil su agromafie e capolarato.

Stipendi da fame, orari inaccettabili, alloggi fatiscenti, ricatti e violenze. Sono tra le vessazioni che le braccianti agricole spesso sono costrette a subire. Anche dalla criminalità organizzata. Perché la mafia non uccide solo quando spara, ha denunciato Boldrini in un post su Facebook.

Nelle nostre campagne - ha proseguito - la mafia uccide anche quando inquina, come nella Terra dei fuochi, o quando sfrutta lavoratrici e lavoratori fino alla morte per fatica. E' successo nel 2015 a Paola Clemente, morta a 49 anni mentre raccoglieva uva ad Andria per 27 euro al mese. Il marito, Stefano Arcuri, anche lui a Montecitorio con i sindacalisti Flai Cgil, ha denunciato il caporale e l'agenzia interinale per lo sfruttamento e le buste paga fittizie.

"Ho detto loro che lo Stato c'è. Qui in Parlamento c'è un provvedimento importante che vuole per la prima volta anche punire chi commissiona ai caporali lo sfruttamento: cioè le aziende, quelle che non rispettano la legge. Le mafie uccidono anche senza sparare".

Secondo il "Rapporto Agromafie" sono 430mila i lavoratori e le lavoratrici vittime di caporalato.