Mosca (askanews) - Un Capodanno davvero strano per Mosca, a conclusione di 12 mesi segnati dalla minaccia terroristica, dagli attentati e ovviamente dalla guerra all'Isis. La capitale russa si presenta piena di luminarie e sulla spianata tra il Cremlino e il maneggio degli zar, una fiera riscopre le tradizioni invernali del folklore, dalle frittelle calde a Nonno Gelo (la versione russa di Babbo Natale). Mentre una mostra rievoca le pubblicità d'epoca, comprese quelle degli anni della guerra.La situazione di tensione segna pesantemente la festa: nella notte del 31 dicembre 2015 per la prima volta nella storia la Piazza Rossa rimarrà chiusa al pubblico. E anche nelle decorazioni a trionfare sono simboli con doppia valenza: la stella a cinque punte è anche un marchio del Ministero della Difesa, poi ci sono un po' ovunque improbabili Babbi Natale paracadutisti. Mentre accanto al Museo di Storia della Russia, eroi di tutti i tempi spiegano ai moscoviti il significato di questo momento dell'anno. Dalla zarina Caterina II (interpetata da un'attrice) al regista Nikita Mikhalkov (in carne e ossa): (MoscaStranoCapodanno2 dal 1:00) "E' stato un anno pesante il 2015. Tragico. Ma anche un anno in grado di dimostrare cosa è la Russia: una potenza indipendente, che ha il suo punto di vista sulle cose e che non intende dimenticarsi il proprio talento e le proprie capacità- spiega Mikhalkov-. Vorrei tanto che il 2016 fosse un anno di soluzione per un'enorme quantità di problemi in essere. Certo sembra ingenuo immaginarsi che con la notte di Capodanno tutto il male scompaia, ma è certo che se faremo tutto da noi, avremo la garanzia che nessun altro potrà decidere per la nostra sorte".