Capo Horn (askanews) - Si potrebbe definire l'ultimo guardiano della Terra. Il militare cileno José Agayo presidia il faro di Capo Horn, l'isola dell'arcipelago della Terra del Fuoco, il punto più a sud del continente sudamericano. Un luogo disabitato e inospitale, dove i venti soffiano a cento chilometri orari e i mari sono sempre agitati, come vuole la fama leggendaria di questo luogo. Per un anno Agayo ha l'incarico di vegliare sull'isola e per un anno è il sindaco di Capo Horn. Ma al massimo può amministrare il faro e una cappella. E oltre a lui si contano solamente tre cittadini: la moglie e i suoi due figli. "Sono i bambini ad avermi convinto - racconta - Volevano restare con me, da marinaio navigo molto. Quale miglior modo per stare un po' insieme?"Al faro la famiglia può contare su internet e telefoni satellitari. I militari si occupano degli approvvigionamenti. I bambini studiano in casa con la mamma. "E' un posto particolare, si controlla il traffico marittimo e d'estate riceviamo molte visite - racconta Agayo - Circa quattromila turisti nei mesi estivi e in tanti mi domandano come faccio ad avere ancora il sorriso stando qui, lontano da tutto".Ma la parte più difficile comincia adesso, in aprile, con l'arrivo dell'inverno australe e quando le visite si faranno molto più rare. Ma José non avrà tempo di annoiarsi. La sveglia è fissata alle tre del mattino per trasmettere i primi bollettini meteo.