Milano, (askanews) - Non è un musulmano chi ammazza innocenti. Lo ripete senza ombra di dubbi Hamid Arifi, il responsabile del Centro Islamico d Legnano, il paese di origine di Bruno Gulotta morto nell'attentato terroristico di Barcellona. L'abbiamo incontrato subito dopo la preghiera del mattino, nel centro che si trova proprio tra l'abitazione di Gulotta e l'azienda dove lavorava, in via XX settembre. Durante la chiacchierata, Arifi porge le sue condoglianze alla famiglia di Gulotta e chiede più volte che si chiarisca chi sono i veri responsabili:

"Dispiace per la moglie, la famiglia ma alla fine anche noi chiediamo al governo spagnolo chi è esattamente questa persona. E chiediamo anche di darci la risposta, senza lasciare il punto interrogativo che permette alla gente di dare sempre la colpa ai musulmani perchè anche noi vogliamo sapere chi sono (gli attentatori, ndr)".

Se gli si fa presente che l'Isis ha già rivendicato l'attentato lui risponde con una'altra domanda:

"Cosa è l'Isis qua? Che ammazza la gente per niente. Dal corano io dico che queste persone non sono musulmani perchè i musulmani non ammazzano altre persone innocenti, mai al contrario un versetto del Corano dice che chi ha salvato una vita salva l'umanità intera e chi ammazza una vita è come se avesse ammazzato l'umanità intera, è un peccato per noi".

Parla piuttosto di interessi dietro il richiamo degli attentatori all'Islam: "C'è l'ideologia, ci sono gli interessi, sotto le tavole li spingono ma sempre danno la colpa ai musulmani chi dice Allah Hakbar per esempio non c'entra nulla, magari è un ateo però è pagato per fare questi attentati. A qualsiasi vero musulmano chiedi ti dice che quello non è un musulmano, è un mostro che ammazza un bambino, una donna, un vecchio, che va al mercato e ammazza la gente, questo non è un musulmano".