Roma, (askanews) - La camorra avrebbe corrotto alcuni calciatori di serie B per truccare i risultati di alcune partite nel campionato del 2014 sulle quali erano state scommesse ingenti somme, anche fino a 400.000 euro, da parte del clan della Vanella Grassi, operante nei quartieri a Nord di Napoli.

Risultano indagati, nell'ambito dell'inchiesta della Dda di Napoli che ha portato all'arresto di 10 persone (tre in carcere e 7 ai domiciliari: Armando Izzo, oggi calciatore della serie A con la maglia del Genoa, il suo ex compagno di squadra dell'Avellino Francesco Millesi, ora all'Acireale, e l'ex calciatore Luca Pini. Il reato ipotizzato è quello di concorso esterno in associazione camorristica. I calciatori indagati avranno comunque modo di chiarire la loro posizione e difendersi.

Filippo Beatrice coordinatore Dda: "Io credo che il sistema sia un po' malato per usare un aggettivo intermedio. Credo ci voglia molto tempo per poterlo risanare".

Armando Izzo è nipote di Salvatore Petriccione, boss fondatore del clan "Vanella Grassi", considerato tra i più potenti gruppi criminali cittadini, ritenuto responsabile tra l'altro del recente attacco alla caserma dei carabinieri di Secondigliano a colpi di kalashnikov.