Caserta (TMNews) - "Vi dovete mettere a posto", dicevano e poi facevano passare le richieste di pizzo come lotterie pasquali fornendo uova di cioccolato di modesto valore - ma pagate a peso d'oro - ai pasticceri di Aversa, nel Casertano che, a loro volta, promuovevano la "lotteria" tra i clienti allo scopo di riversare su chi acquistava i biglietti una parte del "costo" della tangente.C'è anche questo particolare tra i metodi estorsivi utilizzati da alcuni presunti esponenti del clan camorrista dei Casalesi - gruppo Schiavone - arrestati dai carabinieri tra Campania e Lazio, nel corso di un'operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, che ha portato all'esecuzione di 20 provvedimenti cautelari, di cui 12 in carcere e 8 ai domiciliari. Tra loro un esponente di spicco del clan, Salvatore Orabona, 40 anni, scampato nel 2008 a un agguato a colpi di kalashnikov del gruppo capeggiato da Giuseppe Setola.I fermati sono accusati, a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione, armi e riciclaggio di auto di grossa cilindrata.In particolare, il gruppo, comandato dal 32enne Pietro Falcone, promosso capozona da Nicola, figlio del boss Francesco "Sandokan" Schiavone, riciclava il denaro frutto delle estorsioni nel mercato automobilistico.Tra i fermati, inoltre, c'è anche un imprenditore edile che aveva ricevuto denaro in contante allo scopo di riciclarlo nella realizzazione di un residence in Abruzzo.