Phnom Penh (TMNews) - "Il tribunale condanna l'imputato Nuon Chea all'ergastolo. Il tribunale condanna l'imputato Khieu Samphan all'ergastolo".Gli ultimi due leader dei khmer rossi ancora in vita sono stati condannati all'ergastolo da tribunale di Phnom Penh, sostenuto dalle Nazioni Unite, per crimini contro l'umanità. Un verdetto che arriva 35 anni dopo la caduta di un regime che causò la morte di due milioni di persone.I "killing fields", i campi di sterminio cambogiani dove dal 1975 al 1979 ebbero luogo massacri di massa dopo l'avvento del regime comunista di Pol Pot, diventarono famosi grazie al film "The killing fields" di Roland Joffé, uscito nel 1984 e tradotto in italiano con il titolo "Urla del silenzio".La stima del numero totale di morti provocate dai khmer rossi, includendo fame e malattie, varia tra 1.700.000 e 2.500.000 di vittime.L'ideologo del regime, Nuon Chea, 88 anni, e il capo di Stato della cosiddetta Kampuchea democratica, Khieu Samphan, 83 anni, sono stati riconosciuti colpevoli di crimini contro l'umanità, sterminio, persecuzione politica e altri atti disumani, quali lo spostamento forzato della popolazione e le morti bianche.Il verdetto è stato accolto da lacrime e applausi fuori dalla corte mentre i due imputati sono rimasti impassibili. Gli avvocati hanno annunciato ricorso in appello.(Immagini Afp)