Alba (askanews) - Giocano, sudano e si divertono tutti insieme all'aria aperta. Sono un centinaio di calciatori e anche di calciatrici, ragazzi e ragazze tra i 12 e i 14 anni, che hanno inaugurato il nuovo Centro federale territoriale della Federazione italiana giuoco calcio nelle strutture sportive della Ferrero ad Alba (Cuneo). Si tratta di un progetto quinquennale su tutto il territorio per educare allo sport e alla vita. E se poi esce fuori un nuovo Totti, tanto meglio, come ha sottolineato Michele Uva, Direttore Generale della FIGC. "I centri federali mettono insieme 100 ragazzi in ogni centro federale - ha spiegato - A regime saranno 200, quindi ventimila ragazzi che ogni lunedì si alleneranno con la maglia della federazione, azzurra, con i tecnici federali. Il valore è sportivo ma soprattutto educativo. Vogliamo prima di tutto che diventino dei bravi atleti, dei bravi sportivi. Poi sappiamo che nei grandi numeri si trovano spesso anche i talenti".

Ad Alba, i giovani talenti sono ospitati nei campi del Gruppo sportivo ricreativo Ferrero con la collaborazione del Village + Sport. Lo sponsor Ferrero crede molto nel progetto, come ha spiegato Alessandro D'Este, presidente e amministratore delegato di Ferrero Commerciale Italia: "Ferrero ha sempre fatto una grande attenzione nei confronti dell'educazione alimentare e degli stili di vita dei bambini. Abbiamo sempre realizzato con tutte le federazioni italiane, con il Coni e con la Figc, delle azioni che portassero i bambini all'educazione allo sport".

I Cft stanno sorgendo in tutta Italia con la missione di non disperdere il talento, di evitare la perdita di praticanti nei passaggi scolari dagli undici ai quattordici anni, quando senza supporto continuare ad allenarsi è troppo complicato. Con i Centri la Figc può cercare di definire un indirizzo formativo ed educativo centrale.

L'atleta azzurra Fiona May, è presidente della Commissione FIGC per l'integrazione e ambasciatrice del progetto Kinder+sport. "E' importantissimo offrire possibilità a tutti. Mi fa piacere anche dare la possibilità non solo ai ragazzi ma anche alle ragazze. Questo è uno strumento per l'educazione e non solo per giocare - far dribbling, vincere o perdere - ma è importante anche come insegnamento nella vita".

Da Gela ad Alba, in tutta Italia sono già operativi una trentina di Centri. L'obiettivo è arrivare a 200 entro il 2020.