San Pietroburgo (askanews) - Non c'è nemmeno una piccola speranza per i familiari riuniti all'aeroporto Pulkovo di San Pietroburgo. Sono tutte morte le 224 persone a bordo di un aereo precipitato subito dopo il decollo da Sharm El Sheikh, sul Mar Rosso, in Egitto e diretto nella città russa.I jihadisti egiziani affiliati all'Isis hanno rivendicato su Twitter di aver abbattuto l'aereo. Le autorità egiziane hanno però escluso che l'aereo sia stato colpito da terra considerata l'altezza a cui si trovava, oltre novemila metri. Mentre fonti dell'aviazione egiziana hanno riferito che il pilota, con oltre 12mila ore di volo di esperienza, avrebbe segnalato problemi tecnici alla torre di controllo.I rottami dell'Airbus A-321 sono stati individuati nell'area di Hasana e moltissimi corpi sono statirecuperati, insieme con la "scatola nera" dell'aereo. Un responsabile dei soccorsi ha parlato di scene tragiche, con i corpi di alcune vittime ancora legati ai seggiolini grazie alle cinture.Il presidente russo Vladimir Putin ha indetto una giornata di lutto nazionale. Ha ordinato l'apertura diun'inchiesta e inviato squadre di soccorso sul luogo dello schianto. Secondo le autorità russe, tra i 217 passeggeri c'erano 138 donne e 17 bambini, di età compresa tra i due e i diciassette anni. Per la maggior parte si trattava di turisti di ritorno da una vacanza. Un centro di sostegno per i parenti delle vittime èstato predisposto all'aeroporto di San Pietroburgo.