Roma, (askanews) - Sarebbe guarito Ashya King - il bambino britannico colpito da un tumore al cervello, protagonista nel 2014 di una odissea giudiziaria, quando i genitori decisero di interrompere, contro il parere dei medici, la chemioterapia avviata in una clinica inglese, per farlo sottoporre a Praga a una terapia protonica, che utilizza fasci di protoni per distruggere le cellule malate. L'ultima tac ha rivelato che il cervello del piccolo di cinque anni non presenta più tracce del tumore. Lo ha confermato il padre di Ashya, Brett King, in un'intervista in Spagna, dove la famiglia vive dopo avere lasciato l'Inghilterra: "E' stato ricoverato oggi perché in precedenza gli hanno somministrato ogni genere di terapia e dovevano fare alcune radiografie, alcune immagini del cervello e della spina dorsale - ha spiegato il padre, annunciando - Ma la buona notizia è: non ci sono segni visibili di una ricrescita del cancro".La vicenda di Ashya era finita sui giornali di tutto il mondo. I genitori, per sottrarlo alla chemioterapia praticatagli in Inghilterra, non avevano esitato ad affrontare una drammaticafuga della speranza, che li portò a un braccio di ferro con leautorità britanniche. La loro fuga all'inizio venne infatticlamorosamente bloccata in Spagna, dove padre e madre subirono un temporaneo arresto su richiesta dell autorità giudiziariabritannica, con l accusa di aver sequestrato il bambino. Poi ilrilascio e il permesso di poter proseguire il viaggio per Praga,per poter curare il figlio. Una scelta estrema e coraggiosa che è stata premiata.(immagini Afp)