Roma, (askanews) - "Siamo tutti sgomenti davanti alla morte, all'orrore insensato, alla violenza , però bisogna cercare di capire i fenomenti al di là della retorica e della falsa coscienza e l'idea di ergere muri e steccati e di pensare che queste questioni si risolvano con le guerre, i bombardamenti e le discriminazioni, è da pazzi furiosi". Così Moni Ovadia, commentando gli attentati a Bruxelles, a margine della presentazione al Senato di un emendamento al ddl concorrenza della senatrice Pd Elena Fissore e approvato dalla commissione industria di Palazzo Madama, che consentirà a cantanti e musicisti di ottenere il riconoscimento dei diritti d'autore senza passare dai produttori."Nel mondo ci sono un miliardo e mezzo di musulmani - ha aggiunto l'attore, drammaturgo, compositore e scrittore - in Europa sono venti milioni e il 99,9% di loro sono persone pacifiche". "Con la stragrande maggioranza dei musulmani noi possiamo convivere in pace, discutendo e confrontandoci, costruendo processi d'integazione"."Il più grande principio della giustizia - ha detto Ovadia - è che la responsabilità è individuale, quindi non si può fare di tutta l'erba un fascio. Io lo so bene sulla mia pelle, venendo da una famiglia ebraica. Non si può fare di tutta l'erba un fascio con i musulmani. Vogliamo pensare che la soluzione sia intraprendere una guerra? Non c'è stata la guerra in Iraq, in Afghanistan, in Libia? Di male in peggio"."Bisogna attivare processi di buon senso e tenere insieme forte la barra del senso della civiltà umana, l'accoglienza e il confronto dell'altro, perché ricordiamoci che l'accoglienza dell'altro è la casa della vita, la guerra è la casa della morte. Non risolveremo le grandi questioni con la guerra".