Rho (askanews) - Un concerto di campane delle chiese di Milano aveva celebrato l'apertura di Expo 2015 il primo maggio e a poco più di un mese dalla chiusura dell'esposizione universale altre campane sono tornate a suonare, questa volta lungo il Cardo, all'estremità opposta rispetto all'Albero della vita. Le ha portate l'Unione dei campanari reggiani, insieme a Coldiretti, per diffondere la cultura del suono manuale di questi colossi di bronzo che superano spesso la tonnellata di peso. Una dimostrazione del metodo di suono ordinario, secondo la tecnica secolare custodita dai campanari di Reggio Emilia, che conta una sola persona collegata con mani e piedi a tante cordelle quante sono le campane da suonare. E' la cosiddetta "sbacioccata", ma nei momenti di maggiore solennità, come hanno visto anche i visitatori di Expo, si ricorre invece al gioco di squadra. Nella tecnica detta "a distesa", insieme ai "tiratori" che muovono di slancio le campane, sono infatti impiegati anche campanari al banchetto, che alternano i rintocchi del bronzo maggiore a melodie ricavate dal suono di quelli più piccoli.