Londra (askanews) - Londra è un conto, l'Inghilterra profonda un altro. Se la capitale britannica è cosmopolita e aperta agli stranieri, le cittadine di campagna sono spesso tra le realtà più euroscettiche. È qui che l'Ukip sta gettando i semi del no per il referendum del 23 giugno su Brexit."I polacchi portano il loro cibo, hanno i loro negozi, prendono senza dare niente in cambio", dice un militante del partito che spinge per l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea. Vive a Peterborough, una cittadina a 140 chilometri a nord di Londra. Qui in una decina d'anni si sono installati circa 25mila migranti dell'Europa dell'est"."I britannici sono tolleranti ma l'accoglienza di migranti deve esserci nelle giuste proporzioni, non come la sta gestendo l'Unione Europea", dice Pete Roove consigliere regionale dell'Ukip.A est di Londra i livelli di immigrazione non sono diversi. Ma qui si respira un'altra aria. La squadra di calcio di Clapton ospita calciatori italiani e polacchi. Grazie a loro il club che milita in 17esima divisione si è risollevato. "Questo è un posto molto accogliente - spiega un tifoso del Clapton - spesso in provincia è difficile incontrare giocatori che non siano inglesi e bianchi. Qui è diverso", dice.Due mesi prima del referendum, il sì e il no alla permanenza in Europa restano alla pari nei sondaggi. Secondo un'inchiesta recente quasi la metà degli elettori britannici considerano l'immigrazione come il fattore determinante per il voto che deciderà le sorti del Regno Unito.(Immagini Afp)