Brescia (askanews) - Benché tutti associno il caviale alla Russia, oggi è Brescia la capitale mondiale della produzione del cibo pregiato per eccellenza. A Calvisano, questo complesso di vasche grande come 85 campi di calcio ospita circa 60mila storioni bianchi, dalle cui uova si ricava il caviale Calvisius. Una produzione che non conosce crisi, come spiega il direttore generale di Agroittica Lelio Mondella. "Dal punto di vista dei volumi non abbiamo risentito di alcun effetto crisi. Sicuramente la Russia, che è uno dei nostri mercati principali, con il cambio del rublo e tutto quello che è successo, ha avuto una leggera flessione", spiega.La storia è iniziata alla fine degli anni '70, quando una acciaieria bresciana ha chiesto la collaborazione di un biologo californiano per sfruttare il calore dell'acqua dell'impianto siderurgico per riscaldare le piscine dove allevare gli storioni in un habitat ottimale. Agro Ittica era già ben posizionata come azienda quando nel 1998 la pesca dello storione del Caspio è stata limitata e poi nel 2010 vietata a titolo definitivo. Da qui la produzione è volata. Oggi il caviale bresciano è venduto in tutto il mondo, con un'attenzione a tutte le tasche. "Il caviale resta un prodotto di lusso ma abbiamo cominciato a fare confezioni più piccole che permettono un accesso più ampio", ha spiegato Mondella. Complessa e variegata, la lavorazione del caviale si conclude aggiungendo il "sale del Papa", come lo ha definito Renzo Zanin, Caviar Master di Calvisius, un tocco che rende unica questa prelibatezza."Il sale, dipende dal tipo di caviale e dal tipo di cliente e dalle zone dove è destinato. La ricetta è molto variabile", ha sottolineato.Una ricetta vincente che ha reso Calvisius un'eccellenza del Made in Italy, con oltre 25 tonnellate annue di produzione e un'esportazione del suo caviale in ogni angolo del pianeta.