San Paolo (Brasile), (askanews) - Dopo la grande mobilitazione di metà marzo che ha coinvolto oltre un milione e mezzo di persone, migliaia di brasiliani sono scesi di nuovo in piazza contro la crisi economica, l'enorme scandalo del gruppo petrolifero di Stato Petrobras e la presidente Dilma Rousseff. Le manifestazioni si sono svolte in molte città del Paese, la più grande è stata a San Paolo.Al grido di "Fuori Dilma!", con t-shirt gialle, i brasiliani hanno chiesto la fine dell'impunità per tutti i potenti coinvolti in vicende di corruzione. Il Brasile è sull'orlo della recessione, con alta inflazione e conti pubblici disastrati che obbligano il governo a politiche di austerità. E la presidente rieletta per il secondo mandato, è accusata di aver chiuso gli occhi davanti a un enorme scandalo di corruzione. Il suo gradimento è ai minimi storici.Secondo l'inchiesta, ci sarebbe un immenso sistema corruttivo che avrebbe bruciato circa 4 miliardi di dollari in un decennio e lo scandalo riguarderebbe senatori, deputati, due governatori, il tesoriere del partito dei Lavoratori di Lula e Rousseff che avrebbero intascato mazzette consistenti da Petrobras."Al momento non credo in nessun partito. Nessuno di questi politici secondo me può cambiare qualcosa - ha detto uno dei manifestanti -. Devono essere destituiti, poi così potremmo avere nuove elezioni".