Brasilia (askanews) - Il candomblé. I ritmi della salsa, la danza e il carnevale: l'Africa è parte integrante dell'identità culturale e sociale del Brasile, una eredità di 400 anni di schiavismo. Oggi oltre la metà della popolazione è nera o meticcia, sono molte le persone alla ricerca delle proprie radici. Il progetto "Brasile dna Africa" è nato per dare una piccola risposta a 150 persone che cercano di riannodare i legami con le loro origini. La celebre attrice brasiliana Zezé Motta era convinta di discendere da una tribù della Costa d'Avorio: "Sognavo un viaggio in quel Paese. I test del dna mi hanno detto che ho radici in Nigeria. E' stata una sorpresa e una grande emozione questa scoperta. Ora voglio andare in Nigeria", ha spiegato".Il Brasile è stato l'ultimo dei paesi americani ad abolire la schiavitù. Per cancellare questa pagina della storia, sono stati distrutti i registri degli schiavi. Risultato: una intera generazione privata della propria storia. Tra questi anche la giornalista Luciana Barreto, attivista per la causa dei neri:"Col test del dna ho scoperto con gran sorpresa che dal ramo materno sono indigena d'America al 100 per cento. Mi sono subito sentita in colpa perché nel mio sangue ho due etnie ed entrambe sono state massacrate", ha spiegato Luciana. Che dopo questa scoperta avrà una causa in più per cui battersi.(immagini Afp)