Brasilia (askanews) - Brasile in piena tempesta. La maggiore formazione politica del paese, il Partito del movimento democratico brasiliano, sembra deciso ad abbandonare il governo guidato da Dilma Rousseff, iniziativa che porterebbe al crollo della coalizione e avvicinerebbe il presidente all'impeachment, nell'ambito della gigantesca operazione anticorruzione legata allo scandalo Petrobras nel quale sono implicati oltre alla presidente Rousseff anche il suo predecessore Inacio Lula da Silva.Dilma Rousseff, posta drammaticamente di fronte a recessione economica, scandali, proteste dentro e fuori dal Parlamento e la crescente stretta giudiziaria per la sua messa in stato di accusa, ha incontrato nei giorni scorsi i ministri del partito per convincerli, senza successo, a restare nella maggioranza.Lula, intanto, mentre in Brasile si vocifera di una sua richiesta di asilo politico in Italia per evitare il carcere grazie al fatto che la moglie, di origini italiane, ha la doppia cittadinanza, ha deciso di contrattaccare. Accusato di occultamento di patrimonio e frode fiscale, Lula si è sempre dichiarato innocente e sperava di entrare nell'esecutivo della Rousseff in qualità di capo di gabinetto, uno scudo legale che avrebbe imposto il trasferimento del suo caso alla Corte suprema. Adesso attacca l'inchiesta Petrobas definita un colpo di Stato strisciante."Onestamente, non ho alcun bisogno di una corte speciale perché non verrò mai processato, dal momento che non sono colpevole di alcunché", ha dichiarato. "L'impeachment senza basi legali, senza alcun crimine, è un colpo di Stato. Questa è la definizione esatta. Quello a cui stiamo assistendo è il tentativo di bloccare il mandato della presidente Dilma Rousseff grazie a un colpo di Stato, il cui solo obiettivo è di natura politica. Se il popolo brasiliano intende restare alla guida della Repubblica, deve esercitare la stessa pazienza che ho dimostrato io", ha concluso Lula.(Immagini Afp)