San Paolo (askanews) - Ennesimo colpo di scena nella vicenda di Cesare Battisti. Il giudice federale José Marco Lunardelli della regione brasiliana di San Paolo ha disposto la sua scarcerazione accogliendo la richiesta presentata dai suoi difensori. Davanti al giudice si è difeso così:

"Non ho mai voluto uscire dal paese" ha detto Battisti precisando che era andato a fare shopping in un centro commerciale al confine con la Bolivia.

Battisti è stato arrestato con l'accusa di evasione in valuta estera, mentre tentava di attraversare la frontiera con 6mila dollari e 1.300 euro.

La causa per esportazione di valuta rimane aperta.

"Onestamente sua eccellenza non avrei mai pensato che una quantità così modesta di denaro potesse costituire reato" ha aggiunto.

Battisti ha dunque lasciato il carcere di Morumbà, nel Mato Grosso do Sul, e si è diretto a casa sua nel litorale dello stato di San Paolo.

La decisione della magistratura non interrompe il processo di estradizione verso l'Italia, che resta aperto anche se si complica. Dovrebbe almeno essere scongiurato il pericolo di fuga, visti i pedinamenti, l'obbligo di firma e la sorveglianza cui è sottoposto Battisti.

Esponente del gruppo Proletari armati per il comunismo (Pac), Cesare Battisti è stato accusato di aver preso parte a quattro omicidi in Italia. I reati, che l'ex attivista e scrittore nega, sono avvenuti tra il 1977 e 1979 e per i quali è stato condannato all'ergastolo in contumacia in Italia. Esiliato in Francia, dal 2004 si è rifugiato in Brasile.