Roma, 4 mag. (askanews) - La difesa degli elefanti non piace agli abitanti del Botswana occidentale. Da quando vige il divieto di caccia, per loro i pachidermi sono diventati un problema.L'accusa numero uno è che distruggono il raccolto dei residenti, come è accaduto a Minsozie Kasaira, proprietaria terriera e madre di 7 figli: "Quando c'erano la stagioni venatorie, avevo il mio raccolto, perché gli elefanti venivano uccisi. Quest'anno, a causa del divieto di caccia, non posso raccogliere niente. Non so cosa dare da mangiare ai miei figli, lo stipendio di mio marito non basta".Minsozie vive a Mabele, nel nord del Botswana, vicino al Chobe National Park, dove gli elefanti scorrazzano liberi. Fino a quando c'era la caccia turistica, non si facevano vedere così spesso. E i residenti rimpiagono anche le somme che rendevano in quanto trofei assieme a bufali e leopardi. La vendita delle licenze di caccia alle compagnie specializzate fruttava infatti decine di migliaia di dollari alla comunità.Ma dal 1 gennaio 2014 il governo del Botswana, dove vive un terzo degli elefanti africani, ha vietato la caccia e la coabitazione con questi pachidermi è diventata difficile. Amos Mabuku, presidente della Fondazione per la tutela dell'enclave Chobe: "Abbiamo sempre detto alla comunità di "tutelare, perché avrebbe portato loro guadagno, ora non è facile cambiare la mentalità, dire 'tutelare', ma per cosa?".(immagini Afp)