Sarajevo (TMNews) - 600mila abitanti in meno. Questo il risultato diretto della feroce guerra civile intercomunitaria che ha dilaniato la Bosnia Erzegovina tra il 1992 e il 1995. La popolazione del paese registra un drammatico calo del 13,4% rispetto a quella che abitava nelle stesse aree prima della guerra degli anni '90, dei massacri e delle migrazioni forzate che ha provocato. Questo il quadro registrato impietosamente dal primo censimento post-bellico condotto nel paese nato dopo la frantumazione della Jugoslavia. "Secondo i risultati preliminari, in Bosnia abbiamo censito 3.791.622 persone che vivono in 1.163.387 famiglie", ha dichiarato il direttore dell'Agenzia nazionale di statistica Zdenko Milinovic.Se rapportati ai dati del censimento precedente realizzato nel 1991, un anno prima dello scoppio del conflitto, i numeri mostrano un calo di 585.441 unità, cioè il 13,4% della popolazione.Il censimento, realizzato a ottobre, punta a fornire una fotografia della delicata composizione del paese in cui convivono in un fragilissimo equilibrio croati, serbi e musulmani bosniaci dopo il conflitto degli anni '90 in cui sono morte oltre 100mila persone mentre milioni hanno abbandonato il paese. Ma l'Agenzia nazionale di statistica non ha ancora pubblicato i risultati, attesi con ansia e preoccupazione, relativi al peso demografico di ciascuna delle tre comunità che si sono combattute senza pietà negli anni della guerra civile interetnica. Un quadro che dovrebbe essere reso noto nel luglio del 2014.(Immagini Afp)