Roma (TMNews) - Un furto per un valore di 300mila dollari, quasi 220mila euro, ma soprattutto un sacrilegio perchè avvenuto nel santuario cattolico più importante della Bolivia.Siamo sul lago navigabile di Titicaca, tra Perù e Bolivia. Qui ha sede il Santuario di Copacabana che ospita la Vergine della Candelaria, la Madonna nera come viene chiamata per i suoi tratti indigeni. Negli ultimi tempi la statua è stata presa di mira da numerosi ladri: le hanno rubato, infatti, la corona d'oro, altri oggetti preziosi e le offerte votive. Non un caso isolato, dicono le autorità, perchè la Bolivia ha subito numerosi saccheggi recentemente, che vanno ad alimentare un mercato nero di oggetti religiosi di origine coloniale."Il primo sentimento è la costernazione, perchè per noi non si tratta solamente di un furto, ma è un sacrilegio, è un furto in un luogo sacro", afferma Carmelo Galdoz, monaco francescano e guardiano della Chiesa di Copacabana."Sono rattristata per ciò che è successo, hanno rubato tutte le offerte votive. La Vergine della Candelaria è la cosa più importante che abbiamo, è sempre al nostro fianco, protegge tutti noi", dice questa fedele.Juraj Vadkerti, conosciuto come "Hermano Lorenzo", è un 36enne slovacco che amministra i beni del santuario. Lui è uno dei tre accusati del furto, insieme a due religiosi francescani boliviani. Ma Juraj si difende: "E' un furto veramente dannoso ed è ancora più brutto che mi accusino di questo gesto, io sono innocente, non ho bisogno di arricchirmi in questo modo".(Immagini Afp)