Roma (askanews) - I casalesi avevano ottenuto il monopolio di slot machine e video poker e gestivano, questo business milionario attraverso prestanomi incensurati. A far luce sull'ultimo affare del clan camorristico, decimato dagli arresti e ora guidato dalla famiglia Russo, la Dia di Napoli che ha eseguito 44 ordinanze di custodia cautelare. Contestualmente è stato eseguito un decreto di sequestro preventivo di beni, 3.200 slot machine, per un valore complessivo stimato in 20 milioni di euro circa. Un'indagine dai grandi numeri come conferma Giuseppe Linares della Dia."Possiamo dire che in questo momento la famiglia Russo non ha elementi di vertice a piede libero. Ma non possiamo dire che la fazione sia stata annientata perchè conosciamo le capacità rigenerative di gruppi così strutturati che dispongono di una artiglieria militare e imprenditoriale e che attecchiscono sul territorio e riscuotono consenso".Nelle indagini è coinvolto anche un fantino di fama internazionale. Mario Minopoli è accusato di contatti con la famiglia Russo, quella del famigerato Peppe 'o padrino, a sua volta collegata al clan di Francesco Sandokan Schiavone. La rete di supporto dei clan è molto articolata come spiega il procuratore capo di Napoli, Giovanni Colangelo."Raramente troviamo sottoposte alle estorsioni che vengono a denunciare, raramente persone coinvolte in fatti delittuosi vengono dalla polizia a dare informazioni utili per ricostruire i fatti e individurare i responsabili".E non è tutto: sotto i riflettori anche la distribuzione del caffé, la gestione delle sale bingo, ma anche attività di ristorazione, tipografie e gli investimenti nel settore dei cavalli da corsa.