Zurigo (askanews) - Joseph Blatter, presidente dimissionario e sospeso della Fifa, si è presentato davanti ai giudici a Zurigo per spiegare la sua posizione, specialmente riguardo al controverso pagamento di 1,8 milioni di euro del 2011 a Michel Platini, vicenda che potrebbe portare alla radiazione di entrambi i dirigenti calcistici internazionali."Non sono il diavolo. Credo in Dio e, se Dio esiste, non può esserci l'inferno. Quindi neanche il diavolo", ha argomentato in forte odore di eresia l'ex patron del calcio mondiale nel corso di un'intervista pubblicata sulla "Gazzetta dello sport".Sospeso per 90 giorni dal Comitato etico con l'accusa di corruzione e con la spada di Damocle di una squalifica a vita, Blatter, com'era facile prevedere, non ci sta. "Che cosa abbiamo fatto? Abbiamo ucciso qualcuno"? Argomenta il dirigente svizzero. "Sono scioccato. Mi hanno sospeso 90 giorni senza neanche ascoltarmi". Blatter si difende a spada tratta e assicura che i 2 milioni di franchi a Platini erano legittimi. "Sto subendo qualcosa che sembra l'Inquisizione", continua cercando simpatia e sostegno.Ma Blatter non si sente tradito. "Molti presidenti federali sono ancora con me: europei, africani, sudamericani, caraibici, anche se sono stato condannato in anticipo". Buon per lui che i roghi di Torquemada si sono spenti nell'oblio dei secoli.(Immagini Afp)