Roma, (askanews) - Dalla terra, alla tavola. Dietro alla classica bottiglia di birra c'è un lungo processo che dura mesi. E la metà di giugno è uno dei momenti più importanti dell'anno, l'inizio della raccolta dell'orzo da birra, quello della migliore qualità selezionata. Anche qui presso i Casali di Santa Brigida, alle porte di Roma, una delle tenute dove Birra Peroni collabora con gli agricoltori per produrre il suo orzo. Federico Sannella, direttore relazioni esterne:"Si faceva già nell'antica Roma la festa per le messi, per la raccolta dell'orzo, è un momento importante, per noi produttori di birra è un momento fondamentale in cui valutiamo la qualità della materia prima e controlliamo, lavoriamo con gli agricoltori e poi ci piace collaborare con l'intera filiera".L'orzo da birra, il distico con due file di chicchi per ogni spiga, si produce nelle Marche, in Abruzzo, Molise, Umbria, Toscana ma soprattutto nel Lazio che, con circa 5.000 ettari a coltura, è uno dei principali centri di produzione e impiega più di 500 agricoltori dei 1.500 che collaborano con Birra Peroni. Qui, ai Casali di Santa Brigida l'orzo seminato a novembre ora può essere raccolto con la mietitrebbiatrice.Fabio Scappaticci, responsabile qualità e produzione della Malteria Saplo di Pomezia, parte del Gruppo: "Il processo della raccolta parte a metà giugno e dura per circa 2-3 settimane, poi il raccolto viene portato in Malteria". "Iniziare la raccolta quando il grado di maturazione e umidità del prodotto ha raggiunto livelli ottimali".Poi iniziano vari processi: deve maturare circa due mesi prima di diventare malto e solo dopo altre fasi, come la macerazione, la germinazione, l'essiccazione e un'ulteriore maturazione, il malto arriva negli stabilimenti della Birra Peroni, prodotta con materie prime italiane e sempre più attenta ai consumatori: da qualche mese è arrivata anche per esempio la Birra Peroni senza glutine per celiaci.