Mandalay, (TMNews) - Sono passati più di tre anni da quando in Myanmar, l'ex Birmania, si è insediato un governo civile al posto della giunta militare: la situazione nel Paese è tutt'altro che tranquilla e ora la tensione passa anche attraverso i social network. Il problema maggiore restano gli scontri etnici tra buddisti radicali e musulmani che negli ultimi due anni hanno causato la morte di più di duecento persone e lo sfollamento di decine di migliaia di abitanti. Attraverso Facebook i due gruppi rivali si accusano reciprocamente andando a incendiare gli animi della popolazione."I musulmani sono responsabili di questa situazione, e se non li fermeremo le violenze esploderanno ancora" dice un monaco buddista.La maggiore libertà di stampa e di espressione concessa dal governo quindi si sta rivelando un'arma pericolosa."Abbiamo esaminato moltissimi profili Facebook per verificare durante gli scontri a Mandalay, il numero degli utenti sta crescendo e si moltiplicano gli appelli alla violenza contro gruppi religiosi ed etnici diversi" spiega un attivista per i diritti civili.Attraverso i social network vengono diffuse campagne per il boicottaggio delle attività dei musulmani. La via della pacificazione per la Birmania è ancora lunga.(immagini Afp)