Milano (askanews) - Grande attenzione alla qualità dei cibi, buon livello di informazione ma qualche insicurezza e fatica nel tradurre la teoria in pratica. E' la ricetta messa in tavola per i propri figli dalle mamme italiane, secondo una ricerca Doxa e Unaitalia, associazione che riunisce i principali produttori di carni avicole, che fotografa le abitudini dei 5 milioni di mamme con figli fra 1 e 14 anni. Mamme, perché secondo la ricerca, condotta su un campione rappresentativo di 500 persone, nel 91% dei casi per i figli cucinano le donne. Fra loro 9 su 10 scelgono qualità e made in Italy, eppure resta alta l'ansia che la dieta non sia equilibrata, per il 61%. Giuseppe Morino, pediatra, responsabile dell'Unita operativa Educazione alimentare dell'ospedale Bambin Gesù di Roma, spiega quali sono gli errori più comuni: "I problemi maggiori dell'alimentazione sono rappresentati da una mancanza o da una scarsa colazione, dall'eccesso di spuntini e ai pasti principali della mancanza della verdura e da un eccesso di pane o pasta".Fra gli alleati in tavola, la carne, in particolare il pollo, che secondo la ricerca piace a chi cucina perché magro e nutriente (60%) e ai bambini che lo mettono al quarto posto nella classifica dei cibi più amati (dopo pasta, pizza e dolci). L'84% dei genitori propone ai figli il pollo almeno una volta alla settimana. "Per una crescita buona e regolare sono necessarie le proteine animali, in questo senso la carne tre volte a settimana rappresenta una buona risposta sia per l'apporto di proteine che vitamine, b12 e ferro - spiega Morino - l'importante è non esagerare, soprattutto variare, dando e privilegiando anche le carni bianche almeno due volte alla settimana".L'importante è la qualità: e sulla qualità del pollo italiano ci sono ancora troppi pregiudizi assicura Lara Sanfrancesco, Direttore Unaitalia: "Noi abbiamo il sistema di controlli più severo e imponente a livello europeo, non viene detto abbastanza che tutte le normative in materia di sicurezza alimentare e di benessere animale che abbiamo in Italia sono le più severe e abbiamo gli standard più alti al mondo. Continua per esempio a permanere questo pregiudizio radicato sulla presenza di ormoni che non ci sono, sono vietati dalla legislazione, sono antieconomici, non avrebbe senso su un pollo utilizzare degli ormoni perché non avrebbe nessun tipo di effetto".Dopo la qualità della materia prima, l'altro aspetto da non trascurare sono le ricette e la presentazione, come ha dimostrato Sonia Peronaci, fondatrice di giallozafferano.it, che ha invitato a giocare con le forme: trasformando per esempio spinaci e broccoli in un prato, su cui compare un bruco, fatto di polpette di pollo. La fantasia, come sempre, vince, anche la sfida di ogni genitore con le verdure.