Roma, (askanews) - Falso ideologico e materiale, soppressione, distruzione e occultamento di atti nonché interruzione di gravidanza senza il consenso della donna: queste le pesanti accuse rivolte contro 11 sanitari in servizio nei reparti di Ostetricia Ginecologia e Neonatologia all'ospedale "Bianchi-Melacrino-Morelli" di Reggio Calabria.Secondo le indagini, nel nosocomio calabrese era stato istituito un sistema di copertura, condiviso dall'intero apparato sanitario, in occasione di "errori medici" commessi durante gli interventi su singole gestanti o pazienti, per evitare di incorrere in responsabilità giudiziarie.Gli episodi di malasanità sotto indagine tracciano un quadro da incubo: riguardano il decesso (in due distinti casi) di due neonati, le irreversibili lesioni di un altro bimbo dichiarato invalido al 100%, i traumi e le crisi epilettiche di una partoriente, il procurato aborto di una donna non consenziente nonché le lacerazioni strutturali di parti intime di altre pazienti.La Guardia di Finanza di Cosenza ha eseguito undici ordinanze di custodia cautelare di restrizione della libertà personale nei confronti dei responsabili: 4 i medici finiti agli arresti domiciliari, altri 6 medici e un'ostetrica sospesi dall'esercizio della professione per almeno un anno.