Mosca (askanews) - E' meno conosciuta di altri celebri archivi di libri, ma la "Biblioteca Lenin" a Mosca può vantarsi di essere la seconda al mondo per grandezza, dietro solo alla Libreria del Congresso americano. Si sviluppa su venti piani, a due passi dal Cremlino, davanti allo sguardo severo di Fedor Dostoevskij. Un monumento della letteratura russa che vigila su un altro monumento che custodisce 44 milioni di volumi in oltre 360 lingue e 350 mila opere rare. Nata 200 anni fa a San Pietroburgo e poi trasferita a Mosca, la Biblioteca nazionale della Russia è un tesoro che ha attraversato diverse epoche.Custodisce scritti inestimabili, come queste letteredi Luigi XIV e di Napoleone, e anche le opere di Dostoevskij. Tra le carte più rare c'è la prima edizione del libro "Infanzia" di Lev Tolstoi. "Questa è la dedica scritta a mano a sua zia e ci sono le annotazioni dello scrittore", ha spiegato Maria Zolotova.La biblioteca ha vissuto un periodo cupo nell'era sovietica, quando per censurare i testi invisi al regime venne creato un fondo speciale dove finivano le opere contro-rivoluzionarie. "Qui potevano finire delle cartoline del 19esimo secolo ma anche gli album dei Beatles bocciati dalla censura sovietica", ha spiegato la responsabile Marina Tchestnikh. Oggi tutte le opere sono accessibili, alcune solo per studenti e ricercatori. Il passaggio all'era digitale è cominciato. Ora la maggior parte del catalogo della Biblioteca Lenin è consultabile via internet.