Napoli (TMNews) - Napoli si divide sulla polemica innescata dall'inchiesta della US Navy - la marina americana - e rilanciata dal settimanale l'Espresso sulla pericolosità dell'acqua cittadina, contaminata, dicono, da decenni di sversamenti di rifiuti tossici nel sottosuolo campano."Bevi Napoli e poi muori", titolava l'Espresso; lo studio degli americani, durato 2 anni e costato oltre 30 milioni di dollari, avrebbe individuato luoghi con "rischi inaccettabili per la salute", persino in centro città. Inevitabile la psicosi generale che ha spinto migliaia di napoletani a fare incetta di acqua minerale, anche se - a dire il vero - non tutti la pensano in modo così catastrofista.Il primo difensore dell'acqua cittadina - bene pubblico e comune - è proprio il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris che ha annunciato una querela nei confronti dell'Espresso con l'iperbolica richiesta di "un miliardo" di euro di risarcimento. Secca la replica del direttore, Bruno Manfellotto, napoletano classe 1949: i dati sono chiari, meglio lanciare una campagna di analisi e investire per rimettere a posto la rete idrica.