Bruxelles, (askanews) - Silvio Berlusconi è tornato a Bruxelles. Un viaggio di due giorni per incontrare e rassicurare i vertici dell'Unione Europea e del Partito Popolare Europeo sull'impegno europeista del suo partito di centrodestra in vista delle elezioni politiche del 4 marzo. Una sorta di simbolica riabilitazione europea per l'ex Cavaliere.

Il leader di Forza Italia ha incontrato il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker e il presidente dell'Assemblea di Strasburgo Antonio Tajani, oltre ai vertici del Partito Popolare Europeo, a cui ha garantito che per la sua coalizione "l'esistenza dell'Europa è essenziale e imprescindibile". "Occorre che l'Europa si rafforzi e si dia una politica estera comune, unica, e una difesa cmune. Questo ci porterebbe un risparmio di molti miliardi di euro e soprattutto farebbe diventare l'Europa quello che oggi non è, una potenza mondiale".

Inoltre, ha detto l'ex premier, in caso di ritorno al governo verrà "rispettata la regola del 3% deficit-pil" e "la politica che vogliamo seguire con la flat tax lo rispetterà". "Prevediamo che aumentando il Pil si possa anche ridurre la percentuale in cui è espresso il debito pubblico italiano, oggi è al 134% e vogliamo portarla almeno a quel 125% che c'era al momento del colpo di Stato del 2011 quando fui costretto a dare le dimissioni dal governo".

Un incontro più che positivo, ha sottolineato Berlusconi, quello con Juncker, in cui si è parlato di temi importanti per Forza Italia, delle elezioni imminenti, dell'immigrazione e delle relazioni con la Federazione russa. Un vertice sintetizzato così: "Sono rimasto soddisfatto dell'apprezzamento al nostro Paese e per quello che la Commissione intende fare per imporre imposte ai grandi protagonisti di internet, quindi direi che è stato un colloquio totalmente positivo".