Milano (TMNews) - La terza sezione della Corte d'appello di Milano ha condannato l'ex premier Silvio Berlusconi a due anni di interdizione dai pubblici uffici. I giudici hanno così accolto la richiesta della Procura generale sulla rideterminazione della pena accessoria alla condanna definitiva a 4 anni di reclusione inflitta al cavaliere per appropriazione indebita, frode fiscale e falso in bilancio nell'ambito del processo Mediaset sui diritti Tv."Impugneremo la Sentenza ricorrendo in Cassazione", ha tuonato l'avvocato di Berlusconi, Niccolò Ghedini, spiegando tra l'altro che Mediaset, nel settembre 2013, ha chiuso il contenzioso con il fisco sulle annualità 2002 e 2003, al centro del processo, versando circa 11 milioni di euro."Siamo tutti con lui, impegnati, oggi più che mai, nella ricostruzione del centrodestra - ha commentato il vicepremier e segretario del Pdl, Angelino Alfano - il nostro progetto va avanti e non sarà toccato da una sentenza che non priverà un leader del suo popolo, così come non priverà quel popolo del proprio leader".Il ricalcolo della pena accessoria era stato richiesto dalla Corte di Cassazione che, pur confermando la condanna a 4 anni (tre dei quali scontati con l'indulto del 2006) aveva ritenuto eccessiva l'iniziale condanna all'interdizione per 5 anni.