Roma, 7 nov. (askanews) - Dalla Corea del Sud al Vaticano, da Tonga a Los Angeles, i frammenti del Muro di Berlino sono sparsi in tutto il pianeta, simboli universali della libertà 25 anni dopo la sua caduta.In quei giorni del 1989 i tedeschi volevano soltanto distruggerlo, ma poi a poco a poco le cose cambiarono. Intere parti della barriera di cemento e filo di ferro che si estendeva per oltre 150 km si trovano adesso sparse fra le Nazioni Unite a New York, l'Imperial War Museum di Londra, il distretto finanziario di Parigi e il Newseum di Washington.Non lontano da Berlino a Teltow, l'imprenditore Elmar Prost ha collezionato centinaia di frammenti del muro. I collezionisti possono comprarli per 500 euro e il ricavato va a nuovi progetti artistici:"Io credo che tutti abbiano le proprie memorie del Muro, ognuno con la sua storia personale, ma tutti noi avevamo 25 anni di meno...! Ci sono famiglie che si sono conosciute o riunite, ma anche altri il cui mondo crollò. Ci sono tante cose diverse e tutte sono espresse sul Muro".L'artista francese Thierry Noir lavora con Elmar e ha dipinto parti del Muro fin dal 1982: "E' davvero il paradosso del Muro: prima lo dipingevamo per farlo cadere, ora lo dipingiamo per preservarlo come simbolo della libertà ritrovata in Europa".