Milano (askanews) - "Mancavano pochi minuti alle 5 quando mia nuora mi ha telefonato e con voce rotta mi ha informato che c'era stato un attentato sulle Ramblas e che mio figlio era stato

investito in pieno da un furgone che aveva travolto anche altre persone ma non sapeva quante". Così Umberto Gulotta, papà di Bruno, vittima dell'attentato terroristico di Barcellona, ha

raccontato al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, quei tragici momenti.

"Era partito con moglie e figli la mattina di Ferragosto - ha proseguito Umberto Gulotta - e per non fare un viaggio troppo lungo aveva fatto tappa a Cannes per poi ripartire verso

Barcellona. Il tempo di sistemarsi nel residence che avevano prenotato, mangiare, riposarsi e fare la passeggiata sulle Ramblas che per loro era la prima attività vacanziera di Ferragosto".

"Moglie e figli stanno bene - ha sottolineato il papà di Bruno - Il bambino più grande camminava per mano col padre ma mia nuora, quando ha sentito il trambusto, è riuscita ad afferrarlo e a tirarlo verso di sè, sottraendolo alla traiettoria del furgone. Purtroppo non è riuscita a fare lo stesso con mio figlio".

"Come sto? - ha concluso Umberto Gulotta - E difficile da dire perché in questi momenti ci si sente completamente vuoti".