Dacca (TMNews) - In queste immagini la sequenza del miracoloso salvataggio della giovane Reshmi, trovata viva sotto le macerie del "Rana Plaza", l'edificio di 8 piani che ospitava diverse fabbriche tessili, crollato il 24 aprile 2013 alla periferia industriale di Dacca, capitale del Bangladesh, che ha causato la morte di oltre mille persone. Più di 2.400 furono salvate nelle prime ore della tragedia, alcuni con amputazioni e ferite molto gravi. Dopo 17 giorni di scavi, però, erano ormai ridottissime le speranze di trovare qualcuno ancora in vita. Ultimamente gli sforzi dei soccorritori, infatti, erano concentrati soprattutto nel recupero dei cadaveri, alcuni dei quali in avanzato stato di decomposizione e quindi difficili da identificare. All'improvviso, tra le macerie è stata udita la voce di Reshmi che chiedeva aiuto: sono viva - diceva - salvatemi. La ragazza è stata individuata e tratta in salvo ed è stata immediatamente trasportata in uno degli ospedali della zona. Reshmi, hanno spiegato i soccorritori, è stata localizzata fra una trave e un pilastro, probabilmente è riuscita a sopravvivere così tanto grazie al fatto di aver bevuto un po' dell'acqua pompata nell'edificio dai Vigili del fuoco.Quella del Rana Plaza è la peggiore tragedia industriale nella storia del Bangladesh. I proprietari del palazzo e delle fabbriche sono sotto inchiesta per aver ordinato ai lavoratori di entrare nei locali nonostante la struttura già da qualche giorno mostrasse crepe e segni di cedimento.