Bangkok (askanews) - Con una cerimonia religiosa i monaci thailandesi hanno riaperto il tempio di Bangkok colpito due giorni fa da un attentato esplosivo in cui sono morte 20 persone, mentre la polizia continua la caccia a un sospetto terrorista. L'attacco è stato sferrato nella serata del 17 agosto mentre fedeli e turisti affollavano il tempio di Erawan nel cuore commerciale della capitale thailandese.Nessuno al momento ha rivendicato l'attentato che ha provocato la morte di 11 stranieri, cittadini di Gran Bretagna, Cina, Hong Kong, Indonesia, Singapore più un'intera famiglia dalla Malaysia, e di nove locali mentre altre 68 persone sono ricoverate con gravi ferite. I turisti comunque non intendono lasciarsi spaventare."Non ce ne andremo, dichiara una turista tedesca. Se lo facessero tutti, sarebbe un grave problema per la Thailandia. Restiamo e andiamo a rendere omaggio alle vittime".Sulla stessa linea un altro turista straniero, questa volta malese."Mi farà sentite più forte tornare sul luogo dell'attentato, senza paura e con l'intenzione di riprendere a pregare. Non potranno mai spezzare la tua anima, non potranno mai spezzare la tua fede",La polizia ha riferito di una seconda esplosione avvenuta il 18 agosto nei pressi di un molo, sempre nella capitale Bangkok, ma che non avrebbe provocato vittime. Il portavoce della giunta militare al potere in Thailandia ha dichiarato che la sicurezza è stata rafforzata in tutte le aree turistiche, specialmente quelle frequentate da turisti cinesi.(Immagini Afp)