Roma, (askanews) - Quando si ammala un bambino, quando la malattia è inguaribile, la tragedia coinvolge tutta la famiglia e in prima fila oltre ai genitori ci sono anche i fratelli. Anche di questo si è parlatoal congresso mondiale per le cure pediatriche palliative organizzato a Roma all'Auditorium Antonianum. Alessandra De Gregorio è la psicologa del centro di riferimento del Veneto per le cure palliative pediatriche."Quando una malattia inguaribile colpisce una famiglia, più che di malattia dell'individuo si può proprio parlare di malattia familiare. In questa situazione i fratelli sono quelli che si trovano in una condizione di rischio maggiore perché si trovano a gestire queste situazioni a volte senza informazioni chiare su quello che sta succedendo, con successivi vissuti di solitudine, di senso di colpa e di isolamento".Di fronte alle esigenze di un bambino malato o con una grave disabilità, è umano che i genitori dedichino meno attenzione ai fratellini sani, che rischiano di crescere troppo in fretta, soffrire di ansia, e sentirsi trascurati. Un intervento terapeutico può essere cruciale, per i singoli, per la famiglia e per la rete familiare allargata. De Gregorio: "Riteniamo che un supporto sistemico che includa tutta la famiglia possa essere un valido strumento che permette alla comunicazione in famiglia di circolare nuovamente e un confronto fra i diversi punti di vista della realtà che ci si trova improvvisamente a vivere".