Milano (TMNews) - Attraversare a forza di remi l'Oceano Pacifico, da San Francisco alle Hawaii. Avventura o incoercibile pulsione suicida?La Great Pacific Race si prefigge di coprire 2.100 miglia nautiche, 3.889,200 chilometri, con la sola forza delle braccia. Una bella vogata di circa due mesi a mollo sull'oceano e a cui quest'anno prenderanno parte 34 concorrenti, uomini e donne, provenienti da 10 Paesi.Christophe Papillon e Clement Heliot saranno gli unici francesi e il più giovane equipaggio a partecipare.I due cugini hanno deciso di correre la Great Pacific Race due anni fa. La barca l'hanno comprata meno di dodici mesi fa e l'hanno completamente ristrutturata.Non sono marinai, non sono canottieri. Non sono nulla confessano, con disarmante noncuranza. Solo degli studenti squattrinati che hanno trovato degli sponsor. Ma un vantaggio ce l'hanno, almeno a sentire loro."Siamo fortunati perché siamo cugini, sottolinea Clement. Abbiamo lo stesso patrimonio genetico per cui potremmo litigare, insultarci e mandarci al diavolo quanto vogliamo per tutto il viaggio quando le cose andranno male. Ma resteremo sempre cugini. Questa è una grande forza".Sarà. La gara mette comunque gli equipaggi a dura prova. Ma questa è l'essenza della gara, come ricorda Chris Martin, direttore di regata."Gli equipaggi vogliono provare i loro limiti con la sfida più grande, uno dei viaggi più incredibili. Vogliono dimostrarsi capaci di prendere una mappa del mondo e tirare una riga su quella sezione del pianeta e riuscire ad attraversarla grazie a una barca e alla forza delle braccia"."Arrivederci alle Hawaii", il saluto un po' incerto di Christophe e Clement.(Immagini Afp)