New York (askanews) - Dzhokhar Tsarnaev è rimasto impassibile quando ha appreso il suo destino. La giuria dopo oltre 14 ore, lo ha condannato alla pena di morte. Il 21enne è stato riconosciuto colpevole di tutti i capi di imputazione, per il suo ruolo nell'attentato alla maratona di Boston del 15 aprile 2013 e in cui tre persone morirono quasi instantaneamente, 17 persero le gambe e oltre 240 risultarono ferite.La pena di morte è la prima decisa da una giuria federale per atti di terrorismo nell'era post-11 settembre. Ha vinto dunque la linea della procura, che aveva descritto il ragazzo - immigrato a Cambrige, Massachusetts, dalla regione caucasica russa con la famiglia nel 2002 - come un jihadista impenitente e dal sangue freddo che ha voluto uccidere americani come ritorsione per le morti di innocenti musulmani nelle guerre capitanate dagli Stati Uniti in Iraq e Afghanistan."La cosa più importante è che noi abbiamo mandato un messaggio forte. A prescindere da come ci si possa sentire a proposito della pena di morte, noi diciamo che il terrorismo nella nostra città non sarà tollerato" ha detto William Evans capo della polizia di Boston.Ora Tsarnaev è nel braccio della morte e sicuramente farà ricorso. Il processo potrebbe richiedere anni se non decenni.L'America è divisa sulla pena capitale. Diversi e opposti i sentimenti della gente. Sollievo. Entusiasmo. Pena. Compostezza. Ma soprattutto c'è voglia di chiudere un capitolo e guardare avanti.(immagini AFP)