Bruxelles, (askanews) - L'ospedale militare dedicato alla regina Astrid, nella periferia settentrionale di Bruxelles, è uno dei luoghi simbolo della capitale belga ferita. Pronto soccorso per decine di feriti dei due attentati del 22 marzo, reparto dove vengono tuttora curate 15 persone ustionate dalle esplosioni all'aeroporto di Zaventem e alla stazione metro di Maelbeek, sede del team di specialisti che stanno cercando di identificare le vittime e riparo per le famiglie di feriti e dispersi.Se ci sono state falle nella sicurezza, i soccorsi hanno invece funzionato. Gli ospedali sono pieni, ma non tanto da andare in tilt. I feriti sono stati ricoverati dove c'era posto, poi smistati nei reparti più qualificati dei vari nosocomi in base ai problemi specifici. In questo ospedale militare da martedì sono state ricoverate 97 persone. Dei 15 ustionati ora presenti, cinque in cura intensiva, nessuno è critico. Nella struttura centrale è stato installato il centro per l'identificazione delle vittime. In una sala si trovano i resti dei corpi su cui lavora una delle due squadre del Disaster Victim Identification team (Dvi). Ma al momento non ci sono grandi novità ha spiegato Ine Van Wymersch, viceprocuratore di Bruxelles e, in questi giorni, portavoce per le indagini: "Non abbiamo identificato ancora nessuna vittima", per questo, dice, non possiamo dare nomi, né numeri, né la nazionalità presunta. "E' un lavoro difficile. Capiamo gli amici e i familiari dei dispersi, ma dobbiamo dare le informazioni solo quando sono certe e definitive".Nel clima di tensione e di allerta, una piccola fuga di gas ha costretto il personale e i militari a evacuare l'ala di pediatria dell'ospedale portando fuori i piccoli pazienti. Sono arrivati vigili del fuoco e polizia, ma dopo poco l'allarme è rientrato.