Firenze (askanews) - L'art bonus è una misura positiva, ma non basta, per rimettere al centro gli investimenti nei beni culturali e nel turismo serve un ulteriore miglioramento di governance. E' la linea tracciata dal convegno organizzato dai Cavalieri del Lavoro a Firenze, che hanno da poco firmato un protocollo d intesa col Mibact per favorire gli investimenti privati in questo settore. Un primo passo, questo, che il presidente della federazione nazionale Cavalieri del Lavoro, Antonio D'Amato, giudica molto positivo. "Dobbiamo rendere più trasparente ed efficace l'incrocio, la collaborazione tra pubblico e privato. Dobbiamo lavorare su come rendere possibile la continuità nel tempo degli interventi di mecenatismo, di preservare i beni che sono stati mantenuti e valorizzati.

Ma l'azione complessiva del Governo va in questa direzione, ha spiegato il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, che ha ricordato gli incentivi per gli imprenditori contenuti nella legge di stabilità. "L'idea che gli imprenditori sul rapporto tra cultura e impresa è secondo me un buon segnale perche vuol dire cogliere in senso lato il ruolo dell impresa, che non e solo economico ma anche culturale".

La convinzione di tutti gli attori in gioco è che comunque l'Italia abbia bisogno di migliorare la propria immagine e reputazione. Secondo il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, siamo vicini ad una svolta. "Stanno cambiando molte cose in Italia. Sembrava ci fosse una barriera che ora sta cadendo, pensiamo all'art bonus ma anche a come molte imprese si stanno muovendo. Un'organizzazione come i Cavalieri del Lavoro che stanno dicendo molto chiaramente che investire in cultura fa bene alle anime ma anche all'economia".