Milano (askanews) - Per gli inquirenti milanesi, la sua è una doppia personalità, in pieno stile "dottor Jekyll e mister Hyde". Trascorreva le sue serate in giro per i locali di Corso Como, una delle zone della movida milanese, dove amava

frequentare soprattutto l'Loolapaloosa, club in voga tra i giovanissimi, dove si è anche esibito come dj. Di giorno, invece, indossava i panni del turista per trasformarsi in picchiatore seriale. Il suo modus operandi era sempre lo stesso: avvicinava le sue vittime, tutti uomini, e, in un inglese perfetto, chiedeva informazioni. Ricevuta risposta, stendeva il malcapitato a suon di pugni in faccia. La Questura gli attribuisce 10 aggressioni, tutte con prognosi comprese tra i 5 e i 10 giorni.

Alla fine Nicolas (Nico) Orlando Lecumberri, nato a Barcellona nel 1993, ma di origine basca, è finito in manette. Quando è stato portato a San Vittore, ha spiegato Maria José Falcicchia, dirigente dell'Ufficio Prevenzione Generale della Questura di Milano, "era in preda a un delirio che non ci ha saputo spiegare" e mostrava tagli e ferite sulle nocche nella mano destra. L'accusa, per lui, è lesione aggravate dalla premeditazione e dai futili motivi.

Fatale per il picchiatore seriale spagnolo è stata l'aggressione messa a segno nel tardo pomeriggio del 26 luglio, nel centralissimo Largo Cairoli. Orlando avvicina un ragazzo italiano e gli chiede che strada prendere per raggiungere la Triennale. La risposta lo fa infuriare: accusa il suo interlocutore di falsità, lo colpisce con diversi pugni al volto e cerca di accanirsi, inseguendolo per oltre 100 metri. Nessuno dei numerosi passanti che a quell'ora affollano le vie del centro di Milano interviene in aiuto della vittima. Dopo pochi minuti sono gli agenti della Polizia a fermare e a identificare lo spagnolo. Lui mostra i documenti, fornisce le proprie generalità, assicura di essere a Milano per turismo e afferma di alloggiare in un ostello in zona Lambrate.

Gli agenti non possono accompagnarlo in Questura perchè manca la flagranza di reato. Ma dai primi accertamenti emerge immediatamente come il giovane abbia mentito sul luogo del suo alloggio. Così, quando il giorno dopo colpisce la sua ultima vittima in Corso Lodi, gli investigatori sono già appostati davanti a tutti gli ostelli di Milano. E quando la sera rientra in un ostello della zona Navigli, per lui scattano le manette. Le 10 vittime hanno tutte presentato denuncia. E sei di loro lo hanno riconosciuto dalle foto segnaletiche. Dagli accertamenti compiuti è spuntata una denuncia presentata contro di lui il 9 luglio a San Sabastian per un'aggressione analoga.

Nel video, postato su Youtube dallo stesso Lecumberri, le sue performance nella discoteca Kursal di San Sebastian.