Palermo, (TMNews) - Due uomini, ritenuti gli scafisti del barcone intercettato lo scorso primo maggio nel Canale di Sicilia con 358 migranti a bordo, sono stati arrestati dalla Polizia a Palermo. Entrambi avevano cercato di nascondersi tra i clandestini. In base ai racconti dei migranti, è emerso che i due hanno pilotato il barcone. Ma l'organizzazione del traffico di esseri umani è assai più complessa come spiega Antonino De Santis, dirigente della sezione criminalità organizzata della Squadra Mobile di Palermo."E' certamente un tassello di una un fenomeno più complesso che non vede i suoi responsabili solo negli scafisti che abbiamo arrestato ma prevede l'organizzazione complessa di carattere transnazionale tra Africa e Italia".Per il viaggio, che dall'Eritrea e dalla Somalia li portava in Italia attraverso un giro articolato incluso l'attraversamento del deserto, e lo stazionamento in magazzini angusti lungo le coste libiche, i migranti hanno pagato fino a 4.500 dollari.