La provincia di Mie, nel Giappone centrale, dove si terrà a fine maggio il vertice G7 di Ise-shima, è famosa per la coltivazione delle perle iniziata dal grande Mikimoto ma anche per l'aragosta di Ise, alla quale è dedicato un grande festival popolare. In una delle aree più pescose del Giappone, l'aragosta si sviluppa per metamorfosi attraverso stadi larvali chiamati phyllosoma e puerulus. L'Istituto di ricerche marine della prefettura di Mie è stato pioniere nella complessa produzione artificiale di aragoste in fase giovanile. Già nel 1998 era riuscito per la prima volta a produrre una “spina lobster” artificialmente. Solo una aragosta su mille era però riuscita a superare lo stadio di phyllosoma. Nel 2014 circa il 60% delle larve è sopravvissuta e l'anno scorso per la prima volta sono state rilasciate in mare 25 aragoste “artificiali” allo stadio giovanile. Certo, per una produzione di massa la strada appare ancora lunga. L'istituto ovviamente si dedica anche al compito di cercare di aumentare la produttività nella coltivazione delle perle e ha sviluppato la “Super Akoya Oyster”, un'ostrica che ha un maggiore tasso di sopravvivenza e può contener perle di alta qualità.