Roma (askanews) - Il reato di tortura entra nel codice penale italiano. L'aula della Camera, modificando in parte la versione già passata al Senato, ha approvato il ddl sulla tortura. Una risposta chiara del Parlamento dopo la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo, che ha stabilito che nell'assalto del 2001 alla scuola Diaz a Genova furono commessi atti di tortura. Anche Matteo Renzi è ritornato sui tragici fatti del G8 e sul ddl. "Conosco bene il dolore di quella vicenda anche oper motivi personali. Ciò che è accaduto è una pagina nera del nostro paese", ha dichiarato.Il premier ha anche ribadito la fiducia a Gianni De Gennaro, ai tempi del G8 capo della polizia e oggi presidente di Finemeccanica, confermato dal governo dopo l'assoluzione dai fatti di Genova. "Mi piacerebbe che un giorno si parlasse di respnsabilità della politica. Troppo facile attribuire le responsabilità alle forze dell'ordine e ai manifestanti, talvolta bisognerebbe attribuirle anche alla politica", ha concluso Renzi.Tornando al "delitto di tortura", tra le principali novità, una prescrizione lunga, di ben venti anni, e pene pesanti, da quattro a dieci anni per i torturatori, con aggravante se si tratta di pubblici ufficiali. E' stato poi introdotto il divieto assoluto di espulsione o respingimento verso paesi che praticano la tortura o dove la violazione dei diritti umani sia grave e sistematica. Altra novità, la non validità in un processo di dichiarazioni estorte sotto tortura.