Milano (askanews) - Dopo avere preso atto del fatto che anche ilNord non è indenne da infiltrazioni mafiose, i Comuni italianirivendicano un ruolo da prima linea sul fronte del contrasto alla criminalità organizzata, ma chiedono anche di non essere lasciati soli dallo Stato. E' l'appello lanciato dal presidente dell'Anci, Piero Fassino, durante il convegno "100 Comuni contro le mafie" organizzato all'Expo Gate di Milano."Contrastare la mafia espone al rischio perché sappiamo bene che mafia, camorra e 'ndrangheta quando si vedono contrastate non esitano a ricorrere a una violenza brutale e anche a uccidere, oltre che a intimidire e a incutere paura. Chi si espone contrastando questi fenomeni illegali, quindi gli amministratori pubblici ma non solo, deve essere protetto e tutelato" ha detto il sindaco di Torino.Al convegno ha partecipato anche il presidente della commissioneparlamentare antimafia, Rosy Bindi. "E' una reazione da parte dei sindaci nei confronti dei poteri mafiosi che preferiscono, in qualche modo, un rapporto proprio con le amministrazioni locali perché oggi sono la sede del potere che a loro interessa".Durante la giornata è stato infatti evidenziato che oggi la criminalità organizzata forse uccide e intimidisce di meno che in passato, ma preferisce conquistare gli amministratori locali con la corruzione.