Roma, (askanews) - I finanzieri di Napoli e i carabinieri di Caserta hanno eseguito 9 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di funzionari comunali, imprenditori, professionisti e "faccendieri" del Comune di Santa Maria Capua Vetere. Le accuse vanno da associazione a delinquere di stampo camorristico a corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio e altre gravi irregolarità nelle gare di appalto pubblico, che avrebbero agevolato il clan camorristico dei Casalesi.L'ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere, Biagio Di Muro, e altri esponenti dell'amministrazione comunale si sono rivelati vicini alla famiglia del boss Michele Zagaria. Per la progettazione e l'esecuzione dei lavori del "Palazzo Teti Maffuccini", Di Muro e altri componenti della commissione di gara avrebbero ricevuto una tangente di 70.000 euro dalle due ditte costruttrici favorite, tra cui l'azienda che si è aggiudicata l'appalto del valore di oltre 2 milioni di euro.La mazzetta corrisposta è stata anche giustificata dall'emissione di fatture relative ad operazioni inesistenti da parte di aziende compiacenti, facenti capo al commercialista Raffaele Capasso e all'ingegnere Vincenzo Fioretto. Proprio quest'ultimo è risultato particolarmente legato ad Alessandro Zagaria.